Fuori Tema

FullSizeRenderAndare fuori tema nel compito di italiano era il mio incubo. Una volta, non ricordo se alle elementari o alle medie, mi capitò di incappare in questo temuto errore. Me la cavavo bene a parole, quindi accettare un voto mediocre per aver scritto qualcosa che non rispettava la consegna fu una gran scocciatura.

Ma questo mi sta portando fuori tema di nuovo, ecco che si comincia a capire il mio dichiarato e riconosciuto problema con le digressioni. Il fatto è che io i temi li rispetto, ma con i miei tempi, arricchendoli con numerosi tragitti fuori dal seminato; prova schiacciante di quello che sto dicendo è la durata media dei miei messaggi vocali…

Comunque, riprendendo il filo del fuori tema, mi sembrava doveroso spiegare il perchè ho scelto questo nome per il mio angolino di spazio digitale… bene, bisogna dire che in realtà Out of Topic non è proprio tutta farina del mio sacco. Si tratta del frutto di quattro teste riunite assieme durante un corso di web marketing. Io e la mia amica Letizia, social addicted (è ormai anche social media expert) abbiamo frequentato questo mini-master intensivo un annetto fa più o meno, per tenerci aggiornate sui nuovi sistemi di comunicazione digitale, e lì abbiamo incontrato Angela e Chiara, la prima una donna meravigliosamente fuori di testa, e la seconda, una ragazza di poche parole, ma con uno spirito costantemente in fermento, che fa capolino tra le foto condivise su Instagram e i post puntuali e azzeccati su Facebook…

Insomma, i docenti di quel corso sapevano come entusiasmare le persone comuni con un animo nerd nascosto, e continuavano ad insistere con questa cosa del blog. Durante una pausa caffè noi 4 ci siamo convinte che sarebbe stata una cosa pazzesca crearne uno in cui ognuna di noi avrebbe scritto per sè e per gli altri; ma cosa scrivere? Un po’ di tutto e un po’ di niente. Qualsiasi cosa per cui secondo noi valesse la pena scrivere. Quindi, in pratica, non ci sarebbe stato un tema. Il tutto sarebbe andato fuori tema. Fuori tema… Off topic, perchè l’inglese è sempre più figo, ma siccome “off topic” non aveva ritmo, meglio out of topic  (a questo servono le licenze poetiche ).

Alla fine il corso si concluse, nacque un gruppo Whatsapp Out of topic, una chat su Facebook, ma niente blog. Faceva ancora un po’ paura e, come spesso accade con queste brevi esperienze, ognuna di noi si è lasciata nuovamente assorbire dalla propria vita. Ci sentiamo ancora, ma non ne abbiamo più parlato.

Oggi però, quando mi sono trovata a dover scegliere il nome del mio di blog, quello del nostro irrealizzato progetto mi è sembrato ancora una volta l’idea migliore, così ho deciso di ottenerne l’affidamento (che non è detto debba essere per forza esclusivo, chissà, magari ritornerà ad essere congiunto tra tutte noi), perchè in fondo la filosofia dell’essere “fuori tema” è proprio quello che cerco in questo spazio. Un sentiero alternativo alla routine, una strada sterrata già battuta e che fa piacere ripercorrere, un lancio dal paracadute nel vuoto,  o un confortevole ritorno al passato. Un percorso senza la pretesa di rimanere entro un binario.

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